Capaccio (SA). Paestum. Necropoli di Spinazzo. Tomba 124/2010. Lastre dipinte

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Tipologia bene restaurato
Edilizia - Rivestimenti e pavimentazioni - - Lastra
Regione
Campania
Provincia
Salerno
Comune
Capaccio - Paestum
Localizzazione specifica
Museo Archeologico Nazionale di Paestum, deposito tombe dipinte
Coordinate geografiche
Lat. 40° 24’ 55,52”N Lon. 15° 1’ 7,17” E (coordinate della tomba)
Istituto-Ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino Benevento e Caserta
Tipologia intervento
Restauro
Anno/i campagna/e di restauro
2011-2012
Responsabile di cantiere
Raffaele Cantiello; Operatori: Raffaele Cantiello; Pietro Stasi; Francesco Marino
Responsabile scientifico
Marina Cipriani
Datazione bene restaurato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene restaurato: A
899 a.C. - 200 a.C.

Descrizione

Tomba a cassa dipinta con copertura piana

Lastra N (lungh. cm 164; alt. cm 88; sp. cm 14)

Motivo decorativo a fasce rosse con festoni e rami con foglie. Al centro gabbia per uccelli e kalathos (fig.1)

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Fig.1 - Tomba 124. Lastra Nord dopo il restauro

Lastra S (lungh. cm 176; alt. cm 88; sp. cm 17)

Donna seduta a sx., con braccio dx. proteso in avanti (fig.2)

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Fig.2 - Tomba 124. Lastra Sud dopo il restauro

Lastre E e O (lungh. cm 74; alt. cm 89; sp. cm 15)

Al centro corona con fiore di melograno, ai lati due melagrane ed in basso zoccolatura rossa (fig.3)

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Fig.3 - Tomba 124. Lastra Ovest dopo il restauro

STATO DI CONSERVAZIONE:

Supporto: In discreto stato di conservazione

Intonaco: Lo strato preparatorio presenta fenomeni di decoesione, con conseguente e progressiva caduta di materiale, che può portare al collasso della struttura cristallina dell’intonaco e del colore. Sono presenti abrasioni, graffi e perdite di materiale. La tomba è stata rinvenuta depredata e con gli intonaci in parte danneggiati.

Pellicola pittorica: Il fenomeno più evidente è la presenza di ampie macchie marroni con andamento verticale, che coprono i dipinti. Si tratta di scolature di acqua ricca di ossidi ferrosi filtrata dal bordo superiore. Il fenomeno della decoesione interessa, oltre l’intonaco, anche le cromie, che nella tecnica ad affresco si fissano nel reticolo cristallino di carbonato di calcio, lo stesso reticolo che tiene insieme l’intonaco. Il fenomeno riguarda le parti decorate da pigmento in ocra rossa. Sono presenti alcune incrostazioni dovute al carsismo, che durante l’interramento genera incrostazioni superficiali carbonatiche, associate ad un impoverimento del carbonato di calcio nella struttura dell’intonaco. L’incrostazione compatta, ingloba o copre la cromia, sotto la quale l’intonaco è estremamente poroso e fragile, poiché il carbonato di calcio è migrato in superficie. La microfratturazione, disgregazione o riduzione in microisole dell’intonaco si associa alla presenza di una sottile pellicola distaccata dal substrato. Al di sopra degli strati di concrezioni sono presenti depositi terrosi (strati di terra argillosa o fango essiccato). Presenti anche efflorescenze saline, formatesi durante l’asciugatura delle lastre dopo la messa in luce oltre ad incrostazioni biologiche mineralizzate di colore marrone che obliterano le immagini.

INTERVENTO:

Pulitura e consolidamento del supporto litico: Questa fase, effettuata con acqua distillata, spazzolino e consolidante acrilico, ha interessato bordi e retro delle lastre,. Per le superfici dipinte, rimozione dei depositi incoerenti e terra di scavo con pennelli morbidi e/o spugne tipo Wishub.

Prepulitura Sulle superfici dipinte la rimozione dei depositi incoerenti, polvere e terra di scavo è stata effettuata meccanicamente con pennelli morbidi e/o spugne tipo Wishub e con acqua distillata applicata con velo di cellulosa.

Consolidamento della struttura cristallina e dell’intonaco: Operazioni effettuate con l’estere dell’acido silicico. L’assorbenza è di 1lt./m2.

Riadesione dei distacchi dell’intonaco: I difetti di adesione dell'intonaco dal supporto lapideo (scagliature, rigonfiamenti, distacchi dell’intonaco) sono trattati mediante iniezioni di infiltrazioni di emulsioni acriliche (Primal B60A diluito in varie percentuali in acqua).

Consolidamento della pellicola pittorica: A protezione delle cromie è stata applicata una mano di resina acrilica (paraloid B72) disciolta in solvente a basse percentuali.

Pulitura: Sono stati utilizzati sia mezzi meccanici: bisturi, microtrapano, etc. che mezzi chimici: acqua distillata, miscele di sali solubili a tampone o ad impacco. La pulitura non ha potuto spingersi molto in avanti date le condizioni precarie dell’intonaco e della pellicola pittorica.

Integrazione cromatica: E’ stata limitata a leggere equilibrature dei fondi in corrispondenza di abrasioni o piccole mancanze, per favorire la lettura dei dipinti con acquarelli reversibili Winsor&Newton.

Protezione finale: L’intervento è stato concluso con la stesura a pennello di un sottile film protettivo di resina acrilica in solvente al 3%, limitata solo ai colori.

Documentazione: documentazione fotografica digitale prima, durante e dopo il restauro, generale e particolare.

Raffaele Cantiello