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Nasce la Direzione Generale Archeologia

La riforma del MiBACT, introdotta dal D.P.R. 29 agosto 2014, n. 171, e operativa dal gennaio 2015, ha istituito, tra le altre, la Direzione Generale Archeologia, che raccoglie l’eredità della Direzione Generale per le Antichità, pur nella nuova attribuzione di competenze e nell’articolazione definita dal D.M. 27 novembre 2014.

Anche questo sito si sta adeguando: intanto, alla nuova denominazione e, man mano che saranno rese effettive, anche al previsto disegno delle attività. Le prossime settimane, quindi, vedranno un vero e proprio work in progress, d’altronde già iniziato, con il quale le pagine daranno conto dei cambiamenti in atto.

IN  EVIDENZA

Umbria  Visualizza tutto il testo

Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, inaugurazione Sala dei bronzi di sala San Mariano: immaginePerugia, Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria: inaugurazione della Sala con i bronzi etruschi di San Mariano, 16 gennaio 2015

Una nuova sala espositiva, allestita con i bronzi etruschi di San Mariano: 275 reperti rinvenuti casualmente nell'aprile del 1812 nel territorio di Corciano e ora esposti integralmente per la prima volta. In seguito a recenti e più approfondite indagini d'archivio è stato inoltre possibile individuare con precisione il luogo di rinvenimento. Il complesso di materiali, in parte smembrato e conservato in vari musei europei, fu interpretato come la sepoltura di un principe etrusco, esaltando la presenza di un sontuoso carro trionfale.

Le approfondite ricognizioni dei reperti, funzionali alla nuova esposizione, non consentono in realtà di stabilire se si trattasse di un'unica sepoltura, o di una tomba di famiglia, o di più tombe, o di un nascondiglio di materiali preziosi, databili tra il 560 e il 500 a.C.

L'allestimento, che si avvale di nuove vetrine appositamente concepite e autoilluminanti consente ora una lettura ottimale del dettaglio dei singoli oggetti, offrendo ai visitatori la possibilità di apprezzare la pregevole qualità dei manufatti, punto d'eccellenza della bronzistica arcaica etrusca. Foto in grandezza naturale degli esemplari posseduti dagli altri musei accompagnano l'esposizione.


Campania

Pompei, progetto Studium di Open Pompei: immaginePompei (NA), Progetto Studium di Open Pompei: la condivisione dei dati in archeologia. Avviso per selezione partecipanti: scadenza 10 febbraio 2015    Visualizza tutto il testo

È stato pubblicato il bando per la partecipazione a STVDIVM, seminario sui dati archeologici aperti (Open Data) organizzato da OpenPompei, in collaborazione con il Segretariato Generale del MiBACT, la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia e la Direzione Generale del Grande Progetto Pompei. STVDIVM si terrà nei giorni 6, 7 e 8 marzo 2015 all’Auditorium degli Scavi di Pompei.

L'iniziativa sarà strutturata su una serie di attività teoriche e pratiche che, pur non richiedendo una formazione informatica preliminare, saranno occasione per lavorare con i dati archeologici. Destinata a funzionari di Soprintendenza ma anche a ricercatori, professionisti e studenti, ha l'obiettivo di tracciare le principali linee guida nella gestione dei dati aperti in campo archeologico, dalla creazione all’utilizzo finale, dove reperire i dati, la loro natura, il loro uso, l’interscambiabilità tra banche dati, la loro comunicazione e pubblicazione e i correlati aspetti etici e legali.

La partecipazione ai tre giorni dello STVDIVM a Pompei è gratuita.

 

Cratere a calice raffigurante il ratto d'Europa, detto Sant'Agata de' Goti (BN), chiesa di S. Francesco: mostra "L'oggetto del desiderio. Europa torna a Sant'Agata", dal 18 dicembre 2014    Visualizza tutto il testo

La mostra ospitata nella chiesa di San Francesco in Sant’Agata de’ Goti (BN) verte su un eccezionale reperto che ha subito vicissitudini complesse e che ora, per la prima volta, torna nei luoghi dove, nell’antichità, fu in uso.

Si tratta di un vaso, un cratere a calice a figure rosse di produzione pestana, trafugato da una tomba dell’antica Saticula (attuale Sant’Agata dei Goti) sul finire degli anni ’60 del secolo scorso che è stato restituito all’Italia nel 2007 dal John Paul Getty Museum di Malibu (USA), il quale ne risultava in possesso da prima del 1983, come esito di una complessa indagine svolta da parte italiana.

L'idea progettuale nasce dalla volontà dell’ amministrazione comunale di restituire, seppure in maniera temporanea, un pezzo di storia alla sua città. La mostra prevede un percorso espositivo molto suggestivo dove mediante videoproiezioni, appositamente studiate e realizzate, si approfondisce la tematica del cratere, le relative vicissitudini, l'inquadramento archeologico, storico e artistico.

 

Napoli, Museo Archeologico Nazionale, mostra “Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C.”, immagineNapoli, Museo Archeologico Nazionale: mostra "Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C.", dal 19 dicembre 2014     Visualizza tutto il testo

Non poteva la Campania non continuare a celebrare il Bimillenario Augusteo. La Campania è uno dei luoghi principali che videro l'ascesa al potere di Ottaviano, il quale qui, a Nola, incontrò la morte in quell'anno 14 ora tanto ricordato.

Il particolare legame che unì Ottaviano/Augusto alla Campania, nella fase della conquista del potere e una volta al comando dell’impero, è proprio il tema della mostra. Punto di riferimento costante nella cultura occidentale, la figura di Augusto offre inesauribili spunti di riflessione circa le dinamiche attraverso le quali il potere si afferma, si definisce e si trasforma.

La mostra presenta oltre 100 opere, alcune delle quali presentate per la prima volta al pubblico: sculture e reperti di epoca augustea o connesse alla presenza e attività dell'imperatore nella regione.

Successivamente alla apertura della mostra saranno proposti gli itinerari augustei campani a Baia, Boscoreale, Cuma, Ercolano, Napoli, Nola, Pausilypon, Pompei, Pozzuoli.

 

Montesarchio (BN). Mostra Montesarchio (BN), Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino: mostra “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, prorogata ulteriormente al 30 settembre 2015    Visualizza tutto il testo

Grazie all'eccezionale successo e al sostegno del Comune di Montesarchio, la mostra rimarrà aperta almeno sino al 30 settembre 2015.

Dal 9 ottobre la Mostra è approdata su Facebook con una pagina sui cui condividere in tempo reale l’esperienza di visita e conoscere tutte le iniziative programmate dal Museo. E’ inoltre in preparazione il Catalogo, con contributi scientifici sui miti e le storie presenti sui crateri esposti e sui sistemi di allestimento e comunicazione.

La progettualità sul Castello di Montesarchio non si ferma qui: la Soprintendenza, di concerto con il Comune, anche in questo momento di riorganizzazione del Ministero è tuttora attiva per reperire risorse che consentano di realizzare un’installazione permanente che integri l’esposizione già presente. Tale attività rientra in un più ampio progetto di valorizzazione finalizzato a dotare la struttura di spazi per l’accoglienza di studiosi e visitatori, nonché di depositi e laboratori attrezzati per la ricerca e lo studio dei materiali archeologici della Valle Caudina. In particolare, sulla scia di quanto già realizzato nell’ambito dell’Accordo bilaterale Italia-Svizzera per la protezione del patrimonio culturale mobile, si intende potenziare lo studio delle necropoli e dei vasi figurati rinvenuti nell’antica Caudium.

L'approfondimento tematico dedicato alla mostra su questo sito offre schede e immagini.


Lazio  Visualizza tutto il testo

Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: reinaugurazione gioielli CastellaniRoma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani, nuovo allestimento della collezione, dal 30 gennaio 2015

Un fulgore d’oro accoglierà il visitatore nella cinquecentesca Sala delle Arti e delle Scienze del Museo, col nuovo allestimento dei gioielli della Collezione Castellani.

La famosa famiglia di orafi e antiquari romani dell’800 si ispirò per molte produzioni alle oreficerie riportate alla luce durante gli scavi archeologici del XIX sec. in Grecia, Etruria e Magna Grecia, creando uno stile nuovo che affascinò l’aristocrazia e l’alta borghesia del tempo. Nacquero così eccezionali rielaborazioni ma anche innovativi gioielli come quelli monetali o i micromosaici o ancora quelli con l’applicazione di pietre semi-preziose sapientemente intagliate. Indiscusso il successo e irripetibile la loro fama: ancora oggi le oreficerie Castellani ispirano i più noti creatori di gioielli. Il nuovo allestimento è arricchito da un’installazione multimediale interattiva che consente al visitatore di approfondire la storia della famiglia Castellani, i diversi aspetti dell’attività orafa, le tecniche, le gemme utilizzate, i raffinati bozzetti. Completano il percorso di visita monili e gioielli da corredi funerari etruschi in una presentazione che proietta il collezionismo antiquario e i Castellani nel più ampio contesto archeologico dell’Etruria, del Lazio e dell’Umbria.

Uno sguardo oltre il gioiello è offerto da due preziosi oggetti realizzati dai Castellani, esposti a Villa Giulia fino a fine febbraio: il Calice di S. Maria Maggiore e la Pace di S. Eligio degli Orefici.