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Nasce la Direzione Generale Archeologia

La riforma del MiBACT, introdotta dal D.P.R. 29 agosto 2014, n. 171, e operativa dal gennaio 2015, ha istituito, tra le altre, la Direzione Generale Archeologia, che raccoglie l’eredità della Direzione Generale per le Antichità, pur nella nuova attribuzione di competenze e nell’articolazione definita dal D.M. 27 novembre 2014.

Anche questo sito si sta adeguando: intanto, alla nuova denominazione e, man mano che saranno rese effettive, anche al previsto disegno delle attività. Le prossime settimane, quindi, vedranno un vero e proprio work in progress, d’altronde già iniziato, con il quale le pagine daranno conto dei cambiamenti in atto.

IN  EVIDENZA

Campania 

Pompei (NA), Villa dei Misteri, Affresco del Triclinio (particolare)Pompei (NA), giornate di studio "Pompei e l’Europa. Memoria e riuso dell’antico dal neoclassico al post-classico", 1-3 luglio 2015      Visualizza tutto il testo

In occasione della mostra Pompei e l’Europa 1748-1943, recentemente inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, le Giornate costituiscono un’occasione di riflessione e approfondimento sul rapporto dell’uomo con l’immortale suggestione dell’antico e del mondo classico, inteso sia come fonte di ispirazione formale e di gusto sia come incubatore di valori “assoluti” quali la bellezza, l’armonia, la perfezione e la misura.

Dalla loro fortuita scoperta nella prima metà del XVIII sec., e fino al XX, Ercolano e Pompei hanno attratto artisti, intellettuali, studiosi e curiosi da tutto il mondo. Il fascino dei frammenti del passato e dei resti mutili della civiltà classica stimolava la loro curiosità e con essa quella pratica all’imitazione, sovrapposizione, ridefinizione e rielaborazione dei modelli il cui ri-utilizzo veniva appunto percepito come un esercizio di stile, una ricerca del bello e dell’evasione. Nel Novecento la suggestione del passato trova spazio poi nei nuovi media, rivivendo nelle sorprendenti scenografie del cinema muto, nella ‘moderna classicità’ di Sironi come ‘oggetto ideologico delle politiche della memoria’, o nel dissacrante riuso di icone di culto di Pistoletto come muse inquietanti, pezzi da scomporre in frammenti monchi, capaci di esprimere la fragilità dell’essere contemporaneo.

 

Cratere di Assteas - particolareMontesarchio (BN), Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, Torre del Castello: mostra "A casa di Europa. Storie del cratere di Assteas", dal 26 giugno 2015    Visualizza tutto il testo

Il cratere di Assteas trova definitiva dimora al Museo di Montesarchio.

Rinvenuto da scavatori clandestini negli anni ‘70 nella necropoli sannitica di S. Agata de’ Goti, venduto e quindi esposto in uno dei più prestigiosi musei americani, nel 2007 il cratere è stato restituito all’Italia grazie a complesse indagini investigative: da allora è stato ospitato in modo permanente al Museo Archeologico Nazionale di Paestum e in prestigiose sedi italiane e straniere per mostre temporanee. Dal 18 dicembre 2014 al 17 maggio scorso il cratere è stato al centro della suggestiva mostra allestita nella chiesa di S. Francesco a S. Agata de' Goti, che ha registrato grande successo di pubblico e numerosi consensi.

Luogo di esposizione definitiva del cratere sarà ora la Torre del Castello di Montesarchio, chiusa da molti anni, che domina la Valle Caudina e ne rappresenta il monumento-simbolo: all’interno dei suoi spazi affascinanti i visitatori saranno coinvolti e catturati dal racconto delle tante storie del cratere, narrate attraverso tecnologie innovative. È un’ulteriore tappa del percorso iniziato nel 2013 con l’esposizione Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium, dove per la prima volta le complesse scene mitologiche raffigurate sui vasi sono state raccontate con diverse modalità di rappresentazione (videoproiezioni, olografie, minimapping) ad accompagnare i visitatori in un affascinante viaggio.


Veneto

Altino_inaugurazione Museo

Altino, inaugurazione del nuovo Museo Archeologico Nazionale, 4 luglio 2015 Visualizza tutto il testo

Tra le iniziative promosse dalla Soprintendenza Archeologia del Veneto per il mese di luglio, si evidenzia l'inaugurazione di una nuova sezione del Museo Archeologico Nazionale di Altino che avrà luogo sabato 4 luglio dalle ore 17. La nuova sede, inaugurata a dicembre dello scorso anno dopo un iter di restauro e adeguamento funzionale protrattosi per anni, ha recentemente accolto la sezione dedicata alla Altino preromana e si arricchisce ora di nuovi spazi espositivi dedicati alla fase romana di uno dei più importanti siti della Cisalpina.


Lombardia 

Ravenna, Torso fittile di guerriero

Brescia, Museo di Santa Giulia: mostra "Brixia. Roma e le genti del Po. Un incontro di culture. III-I secolo a.C.", dal 9 maggio 2015      Visualizza tutto il testo

Una vicenda che ha la forza di un’epopea. Superando lo schema tradizionale dello scontro tra Roma e popolazioni locali considerate semibarbare e da integrare nella civiltà classica, la mostra illustra la realtà di un confronto dalle molteplici sfaccettature. Perché questa è una storia che, tra pace e guerra, ha permesso di creare un nuovo modello sociale, modificando e modernizzando un grande territorio. Una trasformazione non solo culturale ma anche fisica, fatta di disboscamenti, bonifiche, messe a coltura di terre fertilissime, e infine creazione di città unite da grandi strade consolari. Un percorso lungo tre secoli, dopo i quali nulla è più stato come prima.

Sullo sfondo della pianura del Po, estesa tra gli Appennini e le Alpi e favorita in antico da una posizione privilegiata e dalla presenza del grande fiume, viene ricostruita la sorprendente fisionomia di un luogo che divenne vero laboratorio d’integrazione tra etnie e culture diverse e cassa di risonanza del confronto fra cultura romana ed ellenismo. Sono esposti quasi 500 reperti provenienti da decine di musei e istituzioni: materiali eccezionali e spesso inediti, distribuiti in 12 sezioni lungo un percorso di 1500 mq.

L’esposizione si prolunga con la visita al parco archeologico di Brescia, il più importante, esteso e conservato della Gallia Cisalpina (cioè del nord Italia). Proprio in occasione di questa mostra, la Brixia che si erge intorno al Capitolium, cuore della moderna città, svela due ulteriori gemme: la Quarta Aula del Tempio Repubblicano, con raffinati affreschi parietali appena restaurati, e il grande Teatro Romano d’età imperiale. In un percorso che va dal Capitolium, ora integralmente visitabile, al Teatro, a Santa Giulia, dove sono conservate le spettacolari Domus dell’Ortaglia insieme a sontuosi mosaici e ai grandi bronzi, tra cui la celebre Vittoria Alata, rinvenuti proprio nell’area archeologica e sacra della città. Sfuggito alle invasioni barbariche per arrivare sino a noi, è un tesoro di statuaria bronzea unico al mondo per qualità e bellezza.

La mostra è arricchita dalle più moderne tecnologie digitali: il percorso espositivo è scandito da quattro multiproiezioni immersive e da un'avveniristica guida audio-video multimediale.


Toscana

Pontremoli (MS), Museo delle Statue Stele Lunigianesi: stele da MinuccianoPontremoli (MS), riapertura del Museo delle Statue Stele Lunigianesi    Visualizza tutto il testo

Inaugurazione ufficiale del Museo delle Statue Stele, le sculture antropomorfe che testimoniano la più antica cultura della Lunigiana: appuntamento al Castello medievale del Piagnaro, dove ha sede il museo che si presenterà a visitatori con una veste fortemente rinnovata rispetto al passato, candidandosi a punto di riferimento indiscusso della megalitica europea.

I lavori di riallestimento e ampliamento, realizzati su incarico del Comune di Pontremoli grazie al finanziamento della Regione Toscana, della Provincia di Massa e Carrara, dell’Ente Cassa Risparmio di Firenze e al contribuito della Soprintendenza Archeologia della Toscana, portano alla luce un museo ampliato, accessibile, sicuro e al passo con i tempi.

  

 

Ercole epitrapeziosFirenze, Museo Archeologico Nazionale: mostra "Piccoli Grandi Bronzi . Capolavori greci, etruschi e romani delle collezioni mediceo-lorenesi", dal 20 marzo Visualizza tutto il testo   PROROGATA AL 31 AGOSTO 2015

La mostra Piccoli Grandi Bronzi proporrà al pubblico parte della straordinaria collezione di statuette bronzee di età ellenistica e romana (incluse alcune etrusche del periodo della romanizzazione dell'Etruria) raccolte nel corso di circa tre secoli dalle dinastie medicea e lorenese e oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Attraverso oltre 170 reperti il visitatore verrà condotto in un percorso artistico, mitologico e iconografico. L’esposizione metterà anche in luce come le dinastie Medici e Lorena raccolsero queste opere preziosissime, consentendo di ripercorrere la storia del collezionismo e del gusto dal Quattrocento al Settecento.

L’esposizione prevede tre sezioni principali (Collezionismo; Varietà tematica; i Contesti) e si articolerà secondo vari temi iconografici. Parallelamente saranno sviluppati i temi dell’uso e della funzione dei bronzetti, saranno chiariti i loro rapporti con la grande scultura, l’importanza che ebbero nella diffusione di culti religiosi, l’interpretazione che delle figurine davano i Medici e i Lorena e gli artisti che presso la loro corte li restauravano, i criteri di selezione in base ai quali i Signori di Firenze collezionarono le pregevoli statuette e le particolari valenze socio-culturali e soprattutto politiche e autorappresentative di cui caricarono alcune figure del mito.