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Luigi Malnati, Direttore Generale per le antichitàAdriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo

In fondo cos’è una mostra se non una narrazione per immagini, lo strumento in grado di raccontarci la storia (e, nella storia, gli ambiti culturali, le abitudini di vita, i gusti, il pensiero…) in modo immediato, affascinante e comprensibile a tutti? Questa esposizione … ci consente di comprendere quale fosse il pensiero dell’imperatore Adriano, il suo concetto di “Grecia”. La possibilità di ammirare … le opere d’arte originali e le loro riproduzioni, nella cornice della villa nella quale Adriano ha liberamente espresso il gusto per il bello, dà a ciascuno di noi la capacità di verificare qual è il filtro culturale ed estetico adottato nella rielaborazione dei modelli greci. E alla fine del percorso, segno che la mostra è riuscita, ci sembra di conoscere più a fondo questa figura complessa di uomo e imperatore.  Visualizza tutto il testo

 
La coincidenza che vede alla presidenza europea la Grecia nel primo e l'Italia nel secondo semestre del 2014 ha offerto lo spunto per una mostra … che affronta il rapporto fra Adriano e Grecia, riguardata sotto l’angolazione prestata da Villa Adriana. L'intento è proprio quello di analizzare come la villa rispecchi la Grecia come la vede e la conosce Adriano, ripercorrendo il poliedrico gioco di specchi fra le testimonianze presenti in Grecia e le rielaborazioni che… Visualizza tutto il testo (E. Calandra)

IN  EVIDENZA

Lazio  Visualizza tutto il testo

Tivoli (RM),Villa Adriana: mostra "Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo", dal 9 aprile 2014 

Tivoli (RM), Villa Adriana: mostra Prestiti eccezionali concessi dai musei greci, e per la maggior parte mai visti al di fuori dei confini della stessa Grecia, arrivano a Villa Adriana.

La mostra intende raccontare, attraverso le testimonianze archeologiche presenti a Villa Adriana e una selezione di opere provenienti prevalentemente da musei greci, il rapporto fra Adriano e la cultura classica e analizzare quanto della Grecia conosciuta e amata dall’imperatore abbia costituito fonte di ispirazione nella progettazione della villa tiburtina.

L’iniziativa prende spunto dalla coincidenza che vede la Grecia alla Presidenza del Consiglio europeo nel primo semestre e l’Italia nel secondo semestre del 2014: l’imperatore Adriano, in tale ottica, costituisce un perfetto trait d’union tra la cultura dei due Paesi.

L’esposizione è ambientata nell’Antiquarium del Canopo e comprende più di cinquanta opere, tra cui oltre venti provenienti da Atene, Loukou, Maratona, Pireo e Corinto, che creano un inedito gioco di specchi fra le testimonianze presenti in Grecia e le rielaborazioni che Adriano propone di esse nella sua residenza alle porte della capitale.


Campania   Visualizza tutto il testo

Pompei. Bandita la procedura di gara per il Piano della Conoscenza

Grande Progetto Pompei - Progetto sistema informativo - allegato tecnico - Immagine ambiente 12, parete EUn decisivo passo in avanti nell'azione di tutela dell'area archeologica degli Scavi di Pompei è stato compiuto.

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, nonché su quella dell'Unione Europea, la Procedura aperta ex art. 55, comma 5, del D.Lgs. 163/2006 n.163 per l'affidamento in 6 lotti del “Piano della Conoscenza - Servizi di diagnosi e monitoraggio dello stato di conservazione di Pompei" - Lotti 1,2,3,4,5e 6, indetta dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Sono disponibili i relativi documenti.

La Procedura è accessibile all’indirizzo http://www.garemibac.it, al quale si rimanda per l'iter di gara.

Il termine per la presentazione delle offerte/domande di partecipazione è fissato alle ore 12:00 del 28 aprile 2014.


Lazio  

Roma, Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Altemps: mostra "La Gloria dei Vinti. Pergamo, Atene, Roma", dal 18 aprile 2014   Visualizza tutto il testo

Roma, Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, mostra Il celeberrimo “Galata suicida”, copia marmorea d'età romana, fa parte della collezione Ludovisi, uno dei nuclei delle raccolte permanenti della sede di Palazzo Altemps del Museo Nazionale Romano. Così come il “Galata morente” dei Capitolini, replica una statua in bronzo realizzata intorno al 230-220 a.C. dall’artista Epigonos a Pergamo. Entrambe erano tra le dieci sculture commissionate come ex voto dal re Attalo I per il Partenone di Atene, a celebrare la sua vittoria sui Galati.

È il gruppo noto come “Piccolo Donario Pergameno”, di cui ricorre il quinto centenario della scoperta. Ciò ha dato origine alla mostra che intende, presentare quel senso, già presente ad esempio in Omero, di onore per gli sconfitti con cui i Greci ne evidenziavano il valore, accrescendo di riflesso il proprio. L'iconografia è dunque pregna di eroismo: la fierezza del Galata, che uccide la sua donna e se stesso piuttosto che cadere prigioniero, è esemplare di un modo di raffigurare l’eroe vinto quasi come un semidio. Si ingenera così il pensiero che solo avendo avuto gli dèi dalla propria parte è stata possibile la vittoria: da qui, l’importante offerta votiva, in realtà celebrativa del vincitore.

I due Galati dei musei romani sono probabilmente l’immagine di vinti più nota della storia dell’arte. Le loro forme sono state replicate non solo nell’antichità, ma anche nella pittura rinascimentale e nella scultura barocca. Il patetismo e la plasticità delle forme, tipiche dell'ellenismo e in particolare dell’arte pergamena, trovarono grande consenso nei primi secoli dell’arte moderna.

I Galati, definiti da Polibio “il popolo più potente e bellicoso che allora viveva in Asia”, erano i “Galli dell’Est”, celti stanziatisi dapprima in Tracia e poi all’interno dell’Anatolia, in quella che sotto i Romani divenne la provincia della Galatia: la loro città principale fu Ancyra, oggi Ankara, capitale della Turchia.

 


Giacomo Boni, particolare di disegno del Foro RomanoRoma, Curia Iulia al Foro Romano: mostra "Ricerche al Foro romano. Dalla matita al pixel", dal 3 aprile 2014  Visualizza tutto il testo

Una mostra basata sui disegni di Giacomo Boni, l'archeologo che ha scavato il Foro Romano a partire dal 1898, posseduti dall'archivio della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma.

L'Istituto di Architettura (DHARMA) dell'Università di Notre Dame (Indiana, USA), a seguito di una convenzione con la Soprintendenza, ha eseguito i rilievi dei monumenti del Foro Romano, utilizzando le nuove tecnologie digitali.

La Soprintendenza, in base alla documentazione dell'Archivio Boni, ha trasformato i disegni storici in file digitali e ancorato i dati grafici a quelli archivistici, realizzando rilievi tridimensionali che hanno come base le scansioni con il laser scanner integrate con le riproduzioni tecnologiche dei disegni; operazione propedeutica allo studio dei monumenti, in molti casi non più visibili.

Il lavoro, iniziato nel 2010, viene ora presentato in una istallazione nella suggestiva ambientazione della Curia Iulia, la sede del Senato come ricostruita per volere di Giulio Cesare, nella quale è possibile ammirare il pavimento in opus sectile e due grandi rilievi, trovati al centro del Foro e chiamati plutei (o anaglifi) di Traiano.


Emilia-Romagna   Visualizza tutto il testo

Varie sedi nella provincia di Bologna: "ArcheoloGite Bolognesi 2014. Storie di famiglia, tra pubblico e privato, nell'antichità", dal 2 aprile al 22 giugno 2014

Archeologite 2014Settima edizione della festa primaverile, dedicata quest’anno al tema “Storie di famiglia: tra pubblico e privato nell'antichità”.

La rassegna, promossa da Provincia di Bologna - Servizio Cultura e Pari Opportunità e Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, nell'ambito delle attività dei Distretti Culturali territoriali, impegna 12 musei e 3 siti archeologici. Insieme ad altri luoghi della cultura, daranno vita a visite guidate, laboratori, conferenze, percorsi che condurranno grandi e bambini alla scoperta del vissuto personale e della quotidianità dei nostri antenati, e dei riflessi dell'organizzazione familiare e sociale sulla vita pubblica. Secondo una formula ormai consolidata, le proposte sono la conferenza inaugurale del Soprintendente archeologo sul tema “Dai Clan alle Gentes. Le famiglie aristocratiche nell'evoluzione della società etrusca” (3 aprile, ore 17:00, Museo Archeologico di Bologna) e la ricca rassegna di iniziative nei musei e nei siti archeologici, come da programma.

Infine, un inedito itinerario per le strade di Bologna condurrà alla ricerca dei nomi delle sue famiglie più illustri che hanno battezzato palazzi, vie e piazze, scandendo con le loro vicende i caratteri e le fortune dell’intera città.

 


Ferrara, mostre "Ferrara al tempo di Ercole I d’Este. Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città", dal 6 aprile 2014   Visualizza tutto il testo

Ferrara, scavi in Piazza Municipio, vasca di scarico: coppa in vetro su piede della seconda metà XV secoloLe indagini archeologiche per i lavori di riqualificazione nel centro storico di Ferrara hanno consentito di comprendere meglio il complesso sistema delle residenze estensi. I risultati vengono divulgati attraverso due mostre.

La prima, allestita nell’antico palazzo Ducale Estense oggi Residenza Municipale, è dedicata a “L’evoluzione del Palazzo Ducale” e tratta il tema dello sviluppo e delle numerose modifiche subite da questo edificio nel corso del tempo, con un accenno agli importanti affreschi rinvenuti durante i restauri. Accanto a questa sezione ci sarà l’esposizione dedicata agli interventi dell’Amministrazione comunale.
La seconda, ospitata al Museo Archeologico Nazionale, illustra “Gli scavi archeologici e i materiali”, ricostruendo attraverso i numerosi reperti recuperati uno spaccato della vita a corte e aspetti inediti del Palazzo estense prima del radicale rinnovamento di Ercole I. Particolarmente importante, per la quantità di informazioni e materiali che ha restituito, è stato il rinvenimento di una vasca di scarico per rifiuti della vecchia residenza ducale, abbattuta nel 1479 per realizzare il Cortile Ducale. Lo sfarzo e la raffinatezza della corte sono testimoniate dai circa 200 reperti, per lo più della II metà del XV sec.. Notevoli, per numero e qualità, le ceramiche graffite e smaltate che si sommano ad altre importate da Medioriente e Spagna, e interessanti le mattonelle pavimentali in ceramica smaltata, la serie di frammenti architettonici decorati e gli elementi pertinenti a una stufa in ceramica di grandi dimensioni.

 


Savignano sul Panaro (MO), Teatro La Venere: mostra "La Venere a Savignano", dal 5 aprile 2014    Visualizza tutto il testo

Savagnano sul Panaro (MO), mostra La Venere a Savignano”, logoLa mostra, curata dal Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “Pigorini”, è l'occasione per conoscere gli ultimi studi sulla ‘Venere’, riscoprire la storia del ritrovamento attraverso la voce dei suoi protagonisti e comprendere il periodo in cui la statuetta è stata prodotta.

Rinvenuta nel 1925, o poco prima, durante lo scavo delle fondamenta d’una stalla, fu inizialmente interpretata come un'antica arma per la forma appuntita. Riconosciuta poi per scultura, se ne scoprì l'importanza internazionale e confluì nelle collezioni del Pigorini, a Roma. La c.d. Venere, uno dei più importanti ritrovamenti italiani di arte preistorica, fu datata al Neolitico, mentre ora l'attribuzione più corretta, corroborata dai recenti studi, la colloca nell'ambito del Paleolitico Superiore. L'apparato didattico della mostra consente di comprendere meglio l'inquadramento culturale della Venere nel Gravettiano, periodo che ha accomunato un ampio territorio europeo tra 30.000 e 20.000 anni fa.

La presentazione della Venere a Savignano, a circa 90 anni dalla sua scoperta, riunisce l’oggetto al suo contesto paesaggistico di ritrovamento e continua ad alimentare il legame affettivo con i cittadini di Savignano. Si è dunque scelto di coinvolgere in un progetto didattico i giovani delle scuole del territorio, i quali sono un elemento chiave per la diffusione della conoscenza, della sensibilità e della cultura della tutela verso i beni che costituiscono patrimonio del nostro Paese.

Nel pomeriggio del giorno inaugurale si terrà il convegno “La Venere in viaggio”, con la partecipazione di studiosi del settore e delle autorità coinvolte nel progetto.


Toscana   Visualizza tutto il testo

Capannori (LU), Polo Culturale Athena: mostra "La Terra dell’Auser. Le ricerche archeologiche in località Frizzone e il territorio di Capannori in età romana", dal 4 aprile 2014

Capannori (LU), mostra La mostra, con cui si apre il Polo Culturale Athena, presenta i risultati degli scavi condotti fra 2002 e 2007 nell’area del Frizzone, sottoposta in quegli anni a un’intensa attività di archeologia preventiva o contestuale alla realizzazione di opere pubbliche.

Il focus dell’esposizione si concentra sull’inedito abitato tardo-repubblicano, individuato esattamente nell’area del nuovo casello di Capannori, dando conto della peculiare struttura dell’insediamento, caratterizzato anche da un piccolo edificio ligneo costruito con la tecnica del Blockbau (o alternis trabibus, con terminologia vitruviana) - presentato anche con plastici - e della vita quotidiana di un complesso vissuto fra il 180 e il 90 a.C. ca., fondato nella Piana dell’Auser nell’ambito del processo di deduzione della colonia di diritto latino di Lucca. Le complesse vicende ambientali che ne condizionarono la vita e ne portarono alla fine permettono di scandire le varie fasi di frequentazione, che segnano la progressiva affermazione dei modelli culturali ‘tirrenici’ nella società della colonia Latina. Un frammento di terracotta architettonica con erote liricine su delfino, coerente con i tipi oggi ben conosciuti dagli scavi di Fregellae, sottolinea questi rapporti, mentre la presentazione delle inumazioni di neonati deposti sub grunda nell’area dell’abitato conclude il viaggio nella storia della Piana di Lucca del II sec. a.C..