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Roma, area archeologica della Via Latina - vedutaIl parco archeologico della Via Latina raddoppia. 500 metri di percorsi con pannelli didattici e nuova illuminazione per i sepolcri ipogei

I visitatori potranno ripercorrere un lungo tratto della via Latina, che per oltre cento metri conserva l’aspetto che aveva nell’età romana, con la pavimentazione integrale in basolati ancora delimitate ai fianchi dalle cosiddette crepidini. “La strada corre fra spettacolari monumenti funebri, come la Tomba dei Pancrazi, con i raffinati e coloratissimi affreschi ipogei, perfettamente conservati e ben restaurati, o la Tomba dei Valeri, con la volta sotterranea interamente decorata da 35 medaglioni in stucco bianco. In questi ambienti abbiamo introdotto nuovi corpi illuminanti che consentono una lettura nitida di pitture e stucchi senza incrementare la temperatura. In questo modo si tiene sotto controllo la proliferazione dei micro-organismi che potrebbero danneggiare le superfici decorate”

Negli ultimi 3 anni la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ha riorganizzato il Parco con i propri fondi ordinari. “Una straordinaria visita, lungo i 500 metri di passeggiata sul III miglio della via Latina si percepisce il respiro di un tragitto praticato per secoli." ...  Visualizza tutto il testo (SSBAR)

IN  EVIDENZA

Lazio 

Roma - Castel di Guido, villa romana delle Colonnacce, affreschiRoma, Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, giornata di studi "La memoria archeologica di Castel di Guido", 21 novembre 2014    Visualizza tutto il testo

La campagna romana può essere considerata un 'monumento da tutelare'. Un paesaggio culturale che è un luogo della storia ma anche dell'anima, come recita il titolo di una delle relazioni diquesta giornata distudi.

Si tratta del terzo appuntamento sul territorio di Castel di Guido lungo la via Aurelia, che esplora l’importanza e la potenzialità delle aree nordorientali del suburbio romano, dove si colloca, ad esempio, la villa romana delle Colonnacce. Un sito non molto noto ma di straordinaria importanza.

 

 

Palestrina (RM), Museo Archeologico Nazionale: inaugurazione della Sala dei Fasti Praenestini, immaginePalestrina (RM), Museo Archeologico Nazionale: "Fasti Praenestini. Misurare il tempo nel mondo romano", inaugurata la nuova sala del Museo    Visualizza tutto il testo

Il Museo di Palestrina ha arricchito il propriopercorso di visita con una nuova sala dove è esposta la copia dei Fasti Praenestini, il calendario elaborato tra il 6 e il 10 d.C. da Verrio Flacco, l'erudito e grammatico educatore dei nipoti di Augusto.

Prezioso documento della riforma del calendario voluta da Giulio Cesare nel 45 a.C. con la quale fu introdotto il sistema dell’anno bisestile ogni quattro anni, era inciso su lastre di marmo e in origine esposto nel foro di Praeneste. Se ne conservano i frammenti di quattro mesi, rinvenuti a partire dalla fine del XVIII sec. e oggi esposti al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo.

E' stata ora realizzata una copia della grande iscrizione con una scansione laser 3D, al fine di offrire al pubblico del museo la documentazione fedele di un importantissimo monumento che fa parte integrante della storia e della topografia della città antica. La sala espone anche due meridiane di recente ritrovamento nella zona, che completano l’illustrazione dei sistemi di misurazione del tempo in epoca romana.


Toscana Visualizza tutto il testo

Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, mostra Firenze, Museo Archeologico Nazionale: mostra "Falisci - Il popolo delle colline", dall'8 novembre 2014   

Erano sostanzialmente sconosciuti al pubblico i materiali relativi ai Falisci conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, coinvolti pesantemente nell’alluvione del 1966 e anche allora solo parzialmente editi.

L’ethnos falisco ha da sempre suscitato un particolare interesse negli studiosi, sin dalla fine del XIX sec., con un'attenzione apparentemente sproporzionata rispetto alla sua reale consistenza in termini territoriali e storici. Ma è emerso come la sua posizione “di confine” tra Etruschi, Latini e Sabini sia servita da catalizzatore culturale, da melting pot centro-italico, tanto nella storia antica quanto nell'archeologia moderna.

I tempi erano maturi per avviare un progetto di risistemazione e di riedizione complessiva dei più di 800 reperti, ricostituendone i contesti, tramite un effettivo riscontro dei dati di acquisizione, tale da liberarli dal legittimo sospetto di integrità e originalità che accomuna tutte queste acquisizioni per via antiquaria. La mostra sottolinea l’elevato interesse antiquario oltre che archeologico della documentazione dell’Archivio Storico della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, e vede la collaborazione delle Università di Siena e di Firenze e il supporto finanziario privato del Trust Sostratos.


Campania  Visualizza tutto il testo

Montesarchio (BN). Mostra Montesarchio (BN), Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino: mostra “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, prorogata al 31 gennaio 2015

Grazie all'eccezionale successo la mostra rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2015.

E' l’opportunità di potenziare le attività di comunicazione e promozione con diversi interventi già programmati. Dal 9 ottobre, infatti, la Mostra è approdata su Facebook con una pagina sui cui condividere in tempo reale l’esperienza di visita e conoscere tutte le iniziative programmate dal Museo.

E’ inoltre in preparazione il Catalogo, con contributi scientifici sui miti e le storie presenti sui crateri esposti e sui sistemi di allestimento e comunicazione.

La progettualità sul Castello di Montesarchio non si ferma qui: la Soprintendenza, di concerto con il Comune, si sta attivando per reperire risorse che consentano nei prossimi mesi di realizzare un’installazione permanente che integri l’esposizione già presente. Tale attività rientra in un più ampio progetto di valorizzazione finalizzato a dotare la struttura di spazi per l’accoglienza di studiosi e visitatori, nonché di depositi e laboratori attrezzati per la ricerca e lo studio dei materiali archeologici della Valle Caudina. In particolare, sulla scia di quanto già realizzato nell’ambito dell’Accordo bilaterale Italia-Svizzera per la protezione del patrimonio culturale mobile, si intende potenziare lo studio delle necropoli e dei vasi figurati rinvenuti nell’antica Caudium.

L'approfondimento tematico dedicato alla mostra su questo sito offre schede e immagini.


Veneto   Visualizza tutto il testo

SBA Veneto - logoGli eventi della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto nella newsletter di novembre 2014

Anche a novembre gli appuntamenti curati dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto sono numerosi e interessanti.

Ne dà conto la puntuale newsletter ad essi dedicata, uno strumento di grande utilità per organizzare la fruizione del patrimonio archeologico nella regione.


Emilia - Romagna   Visualizza tutto il testo

MUV Castenaso pannelloCastenaso (BO), loc. Villanova, Museo della civiltà Villanoviana, mostra "Gozzadini e la scoperta del Villanoviano", dal 25 ottobre 2014   

Tornano a Villanova di Castenaso, dopo più di un secolo, i reperti scoperti alla metà dell’Ottocento da Giovanni Gozzadini tra il 1853 e il 1855 nella sua tenuta di campagna, inizialmente facenti parte del suo museo privato e poi alla morte ceduti al Museo Civico Archeologico di Bologna.

I reperti, tra le prime testimonianze della civiltà villanoviana, saranno in mostra al MUV fino al 2 giugno 2015, insieme a due volumi del 1854 e del 1856, scritti dal Gozzadini e illustrati con le famose tavole di sua moglie Maria Teresa, acquistati dal MUV sul mercato antiquario.

Il percorso della mostra permette al visitatore di ammirare una serie di ceramiche legate sia al rituale funerario sia al banchetto, unitamente ad alcuni reperti metallici riconducibili alla filatura e alla tessitura, all'ornamento personale o alla toeletta, sia maschile che femminile.