Nemi (RM). Impianto residenziale in località La Cavallerizza

Ricostruzione grafica statua marmorea
Site typology
Infrastruttura idrica - Fontana monumentale
Region / State
Lazio
Province
Roma
Municipality
Nemi - Velletri
Exact location
La Cavallerizza
Competent institute-office
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Excavation typology
Conduzione diretta
Sponsor
Land Indagini Territoriali & Archeologiche S.r.l.
Funding type
Sponsorizzazione
Year of excavation
2011
Site supervisor
Giuseppina Ghini
Scientific responsible
Giuseppina Ghini
Dating from
199 a.C. - 476 d.C.
Dating to

Description

Nel gennaio 2011 la Guardia di Finanza, Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico di Roma, ha recuperato ad Ostia una statua marmorea frammentaria, di dimensioni maggiori del vero, rappresentante una figura maschile su trono, di cui accurate indagini hanno permesso di individuare il luogo del ritrovamento a Nemi, in un terreno boschivo, situato sopra il versante orientale del lago.
Dell’eccezionalità del recupero è stata data immediatamente ampia risonanza sugli organi di stampa.

La statua

La statua, in marmo greco, rappresenta una figura maschile ammantata seduta su un trono, di grandezza maggiore del vero. I frammenti recuperati appartengono alla metà sinistra della statua e mostrano fratture antiche, ad eccezione di una stanga orizzontale del trono e dell'estremità superiore del montante del medesimo, che recano segni evidenti di rotture recenti. Il pezzo inferiore è relativo alla gamba e al piede sinistro e giunge fino al busto, di cui, nel secondo frammento, si conserva la metà sinistra fino alla spalla.   Il primo frammento misura cm. 114 di altezza, cm. 113 di larghezza e cm. 107 di profondità; il secondo cm. 113 di altezza, cm. 83 di larghezza. Sovrapponendo i due pezzi si raggiunge un'altezza di cm. 227 e, aggiungendo la testa, rinvenuta nel corso dei recenti scavi, che misura cm. 28, si giunge ad un'altezza totale di cm. 255.

Il personaggio indossa calzari aperti del tipo caligae basse e un mantello che ricopre entrambe le  gambe per lasciare nudo il busto e ricadere sulla spalla sinistra.Il piede poggia su una base curvilinea, priva di suppedaneo. Particolarmente accurata la decorazione del trono, che presenta sul retro una spalliera terminante con un  timpano triangolare, bracciolo cilindrico e gamba anteriore sinistra decorata con formelle diverse con figure femminili alate e capitelli.  Il sedile è coperto da una stoffa spessa terminante con una frangia.

 

Ricostruzione grafica statua marmorea

In tutti gli esemplari citati l'imperatore appare assiso sul trono, con un mantello che ricopre le gambe, lasciando libero il busto e ricadendo sulla spalla sinistra; il braccio destro generalmente è proteso in avanti e la mano sostiene un oggetto, spesso un globo; il braccio sinistro invece è alzato e si appoggia ad uno scettro (di cui è stata rinvenuta una parte).

Non possediamo molte statue di Caligola, avendo l'imperatore subito la damnatio memoriae,  ma la resa del panneggio permette di datare la statua al periodo giulio-claudio e la tipologia dei sandali, le caligae da cui Caio Cesare Germanico prese il nome di Caligola, rendono estremamente probabile l'identificazione del personaggio  con l'imperatore, che sulle rive del lago nemorense aveva la sua residenza.

La statua, di cui si deve ancora completare il restauro, è esposta presso il Museo delle Navi Romane di Nemi.

Gli scavi

Gli scavi condotti nell'aprile 2011 nel terreno in cui è stata rinvenuta la statua hanno permesso di individuare l'edificio da cui proviene la scultura, situato sul versante orientale del lago, in una zona panoramica da cui la visuale arriva fino alla costa laziale. Tra gli ambienti riportati alla luce spicca  un ninfeo a forma di cavea teatrale o di ventaglio, del diametro di oltre 20 metri, internamente rivestito in cocciopesto impermeabilizzante, con disegni curvilinei in paste vitree policrome, decorato con un colonnato dorico in marmo e con crustae di marmi colorati, tra cui il giallo antico. All'interno, su un basamento, poggiava la statua, rivolta verso il mare, in direzione di Anzio, città natale di Caligola, cui l'imperatore era particolarmente affezionato, tanto da pensare (secondo Svetonio) di riportare lì la capitale.

 Impanto residenziale in loc. La Cavallerizza: Il ninfeo

Questo complesso, in cui sono state distinte diverse fasi, è costituito da vari ambienti, con funzione residenziale, finora solo individuati e non ancora completamente indagati; è vissuto per lo meno fino a tutto il II sec. d.C., dalla prima metà del I, e doveva precedentemente far parte di una villa privata, successivamente confluita nella  proprietà imperiale di Caligola, che abbracciava tutto il lago.

 Impanto residenziale in loc. La Cavallerizza: Pianta delle strutture scavate

Nel corso degli scavi si sono rinvenuti anche altri frammenti scultorei - ancora in fase di ripulitura e di studio -  tra cui parti del panneggio, dello scettro e  una testa, molto corrosa, la cui  pertinenza alla stessa scultura è tuttora in corso di verifica.

L'imperatore aveva un particolare interesse per la zona e per il Santuario di Diana, che, proprio durante il suo regno, venne qui adorata anche come Iside, come mostrano iscrizioni e teste marmoree della dea rinvenute durante gli scavi.

Tali considerazioni rendono quindi estremamente probabile l'identificazione (ancora da verificare definitivamente) della statua con Caligola.

Questo recupero costituisce dunque un ulteriore, importante tassello per conoscere meglio quest'area, anche in relazione ai complessi rapporti esistenti tra lago, Santuario di Diana, navi e villa dell'imperatore, che quindi non si limitava alle strutture, peraltro molto estese, già note sulla riva opposta del bacino, ma che doveva abbracciare l'intero lacus noto agli antichi come lo speculum Dianae.

Giuseppina Ghini

Bibliography / Cartography

  • G. GHINI, Caligola ritrovato, in “ Forma Urbis” , anno XVI, n. 9, sett. 2011, pp. 32-39 

Cartografia

  • F° IGM 150 II SO VELLETRI