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Villa Adriana, i lavori continuano

Tivoli (RM). Villa Adriana: Veduta del Canopo.La presentazione del volume "Adriano e la Grecia. Studi e ricerche" rappresenta un'ulteriore tappa di un percorso che si sta facendo consistente: le prime mosse furono tracciate nell'aprile di quest'anno, con l'inaugurazione della mostra "Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo", di cui uscì subito la guida per il grande pubblico, per la prima volta tradotta in inglese. A fine mostra, intenzionalmente, il volume di studi accoglie una ricca serie di saggi, nella maggior parte nella lingua originale, da leggere in modo complementare alla guida, della cui scientificità esso costituisce lo sviluppo e l'approfondimento.

La mostra ha avuto una notevole fortuna, con un non trascurabile incremento di visitatori rispetto alla pluridecorata esibizione in Villa dell'anno precedente; tuttavia non solo alla fortuna effimera del momento si deve guardare, quanto alla capacità di un'esposizione di lasciare risultati solidi nel tempo. E ciò è successo in questo caso, con quel misto di predestinazione e di prevedibile accadimento che non di rado ricorre nelle scoperte archeologiche: negli stessi giorni in cui le sculture provenienti dalla Grecia emozionavano in mostra il pubblico, che apprezzava ancor di più le opere di Villa Adriana esposte in modo permanente, i lavori nella cosiddetta Palestra della stessa villa, restituivano un sorprendente pendant di un'opera eccezionalmente esibita e di altri esemplari elevatissimi di statuaria classica... Visualizza tutto il testo  (Elena Calandra)

IN  EVIDENZA

Campania Visualizza tutto il testo

Cratere a calice raffigurante il ratto d'Europa, detto Sant'Agata de' Goti (BN), chiesa di S. Francesco: mostra "L'oggetto del desiderio. Europa torna a Sant'Agata", dal 18 dicembre 2014

La mostra ospitata nella chiesa di San Francesco in Sant’Agata de’ Goti (BN) verte su un eccezionale reperto che ha subito vicissitudini complesse e che ora, per la prima volta, torna nei luoghi dove, nell’antichità, fu in uso.

Si tratta di un vaso, un cratere a calice a figure rosse di produzione pestana, trafugato da una tomba dell’antica Saticula (attuale Sant’Agata dei Goti) sul finire degli anni ’60 del secolo scorso che è stato restituito all’Italia nel 2007 dal John Paul Getty Museum di Malibu (USA), il quale ne risultava in possesso da prima del 1983, come esito di una complessa indagine svolta da parte italiana.

L'idea progettuale nasce dalla volontà dell’ amministrazione comunale di restituire, seppure in maniera temporanea, un pezzo di storia alla sua città. La mostra prevede un percorso espositivo molto suggestivo dove mediante videoproiezioni, appositamente studiate e realizzate, si approfondisce la tematica del cratere, le relative vicissitudini, l'inquadramento archeologico, storico e artistico.


Lazio  

Roma, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo. Mostra Roma, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo: mostra "Rivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città", dal 17 dicembre 2014    Visualizza tutto il testo

Dopo il ricco programma di interventi permanenti con cui la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma ha celebrato il Bimillenario augusteo ora, a conclusione dell’anno, la mostra Rivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città ne chiude il ciclo.

Augusto riforma il calendario. Una rivoluzione che mutò l’ordine del tempo. Introduce le festività in onore del principe e della domus Augusta. Prima di lui si riportavano esclusivamente feste legate alle divinità, con lui il calendario diventa strumento di propaganda della figura del princeps.

In mostra strumenti multimediali approfondiscono la lettura della personalità di Augusto: l’Hyper-biografia, grazie alla quale il pubblico può interagire con i personaggi storici per comprenderne le vite e le relazioni politiche e familiari; il filmato “A Elegia di Augusto” ripercorre i principali luoghi augustei per farci rivivere la parte più intima dell’imperatore. La rassegna nasce dalle pregevoli opere di età augustea appartenenti alla collezione del Museo. Dalla famosa statua dell’imperatore in veste di pontefice massimo alle lastre marmoree del calendario prenestino, fino agli straordinari affreschi della Villa di Livia e della Villa della Farnesina. Di quest’ultima, un suggestivo video 3D ne ricostruisce gli spazi arredati come in antico e restituisce la visione dell’edificio affacciato sul Tevere. Era questa la villa attribuita a Giulia, l’unica figlia di Augusto, condannata all’esilio per adulterio. Il volume Le donne di Augusto ne ripercorre la vita insieme a quella della matrigna Livia Drusilla: le figure femminili che, in modo diverso, hanno influito maggiormente nel privato e nel pubblico del primo principe di Roma.

 

Roma, Pigorini, veduta dello scalone internoRoma, Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini": mostra "L’isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica", dal 28 novembre 2014, e due convegni tra 16 e 17 dicembre    Visualizza tutto il testo

Mentre continua fino al 21 marzo 2015 la mostra sulla Sardegna nuragica, il Museo Pigorini organizza due convegni.

Martedì 16 dicembre, il tema è la tomba del Boschetto di Grottaferrata, una tomba a cremazione protostorica ritrovata nel 1900 e i cui materiali sono conservati al Museo Pigorini. L’esposizione museale non ha mai incluso la restituzione della forma originaria dell’urna, di cui resta solo un frammento. La ricostruzione grafica, insieme a un recente illuminante ritrovamento consentono di ricostruire in modo attendibile l’aspetto originale dell’oggetto. Una ceramista ha ora riprodotto l’urna nel suo laboratorio e l'ha donata al Museo. Una breve illustrazione del ritrovamento di Boschetto nel contesto dei Colli Albani precede la collocazione dell’urna ricostruita nella vetrina. E' anche un’occasione per ricordare Renato Peroni, un protagonista degli studi di protostoria italiana, nella giornata in cui ne ricorre il dies natalis.

In ricordo di Loretana Salvadei, protagonista del processo di rinnovamento disciplinare dell'antropologia archeologica da "dentro" il Museo Pigorini, con un apporto sempre originale ed innovativo, è invece la giornata di studi "Antropologia Archeologica" di mercoledì 17 dicembre. L'intento è al contempo ripercorrere il suo contributo e proporre a rinnovata riflessione e discussione il complesso rapporto tra le due discipline e le prospettive delle future ricerche. Dall'immediato dopoguerra, si è infatti instaurato un fecondo rapporto di confronto e di collaborazione – tanto sul terreno, quanto in laboratorio – concretizzatosi in importanti progressi nella ricostruzione storica delle dinamiche bioculturali che hanno caratterizzato l'evoluzione nello spazio e nel tempo delle popolazioni umane. Dal ruolo di "scienza sussidiaria", l'Antropologia archeologica ha maturato una propria fisionomia disciplinare e ha contribuito allo sviluppo della ricerca avvalendosi anche di tecnologie e metodi di indagine sempre più avanzati.


Toscana Visualizza tutto il testo

Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, mostra Firenze, Museo Archeologico Nazionale: mostra "Falisci - Il popolo delle colline", dall'8 novembre 2014   

Erano sostanzialmente sconosciuti al pubblico i materiali relativi ai Falisci conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, coinvolti pesantemente nell’alluvione del 1966 e anche allora solo parzialmente editi.

L’ethnos falisco ha da sempre suscitato un particolare interesse negli studiosi, sin dalla fine del XIX sec., con un'attenzione apparentemente sproporzionata rispetto alla sua reale consistenza in termini territoriali e storici. Ma è emerso come la sua posizione “di confine” tra Etruschi, Latini e Sabini sia servita da catalizzatore culturale, da melting pot centro-italico, tanto nella storia antica quanto nell'archeologia moderna.

I tempi erano maturi per avviare un progetto di risistemazione e di riedizione complessiva dei più di 800 reperti, ricostituendone i contesti, tramite un effettivo riscontro dei dati di acquisizione, tale da liberarli dal legittimo sospetto di integrità e originalità che accomuna tutte queste acquisizioni per via antiquaria. La mostra sottolinea l’elevato interesse antiquario oltre che archeologico della documentazione dell’Archivio Storico della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, e vede la collaborazione delle Università di Siena e di Firenze e il supporto finanziario privato del Trust Sostratos.


Umbria  Visualizza tutto il testo

Roma, loc. Pozzuolo-Veio. Panoramica dell'area di scavo Orvieto (TR), Palazzo dei Congressi: convegno "La delimitazione dello spazio funerario in Italia dalla protostoria all’età arcaica. Recinti, circoli, tumuli", 19, 20, 21 dicembre 2014

Organizzato dalla Fondazione per il Museo "Claudio Faina" e dal Comune di Orvieto, il XXII convegno internazionale di studi sulla storia e l’archeologia dell’Etruria si svolgerà nella città umbra da venerdì 19 a domenica 21 dicembre.

Le interessanti giornate di studi svilupperanno temi che spazieranno dall'analisi dei paesaggi e delle architetture delle necropoli etrusche fino alle nuove scoperte archeologiche sull'argomento, andando a porsi, come sempre, quale utile strumento di approfondimento disciplinare.


Campania  Visualizza tutto il testo

Montesarchio (BN). Mostra Montesarchio (BN), Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino: mostra “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, prorogata al 31 gennaio 2015

Grazie all'eccezionale successo la mostra rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2015.

E' l’opportunità di potenziare le attività di comunicazione e promozione con diversi interventi già programmati. Dal 9 ottobre, infatti, la Mostra è approdata su Facebook con una pagina sui cui condividere in tempo reale l’esperienza di visita e conoscere tutte le iniziative programmate dal Museo.

E’ inoltre in preparazione il Catalogo, con contributi scientifici sui miti e le storie presenti sui crateri esposti e sui sistemi di allestimento e comunicazione.

La progettualità sul Castello di Montesarchio non si ferma qui: la Soprintendenza, di concerto con il Comune, si sta attivando per reperire risorse che consentano nei prossimi mesi di realizzare un’installazione permanente che integri l’esposizione già presente. Tale attività rientra in un più ampio progetto di valorizzazione finalizzato a dotare la struttura di spazi per l’accoglienza di studiosi e visitatori, nonché di depositi e laboratori attrezzati per la ricerca e lo studio dei materiali archeologici della Valle Caudina. In particolare, sulla scia di quanto già realizzato nell’ambito dell’Accordo bilaterale Italia-Svizzera per la protezione del patrimonio culturale mobile, si intende potenziare lo studio delle necropoli e dei vasi figurati rinvenuti nell’antica Caudium.

L'approfondimento tematico dedicato alla mostra su questo sito offre schede e immagini.