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Nasce la Direzione Generale Archeologia

La riforma del MiBACT, introdotta dal D.P.R. 29 agosto 2014, n. 171, e operativa dal gennaio 2015, ha istituito, tra le altre, la Direzione Generale Archeologia, che raccoglie l’eredità della Direzione Generale per le Antichità, pur nella nuova attribuzione di competenze e nell’articolazione definita dal D.M. 27 novembre 2014.

Anche questo sito si sta adeguando: intanto, alla nuova denominazione e, man mano che saranno rese effettive, anche al previsto disegno delle attività. Le prossime settimane, quindi, vedranno un vero e proprio work in progress, d’altronde già iniziato, con il quale le pagine daranno conto dei cambiamenti in atto.

IN  EVIDENZA

Molise  Visualizza tutto il testo

Ururi (CB), cratere a campana dagli scavi per il metanodottoCampobasso, Museo Sannitico: mostra "Sono figlio della Terra e del Cielo stellato. Cibo per il corpo, cibo per lo spirito presso i Sanniti", dal 14 febbraio 2015

Presentati, per la prima volta integralmente, i corredi di tre sepolture frentane, rinvenute in un'area in cui finora non erano noti insediamenti di alcun genere.

Tra il ricchissimo corredo, unicum nel panorama archeologico molisano e indice della ricchezza e dell'alto rango dei defunti, in particolare il repertorio vascolare restituisce l'immagine della migliore produzione apula che circolava in tutto il centro-sud della penisola intorno alla fine del IV sec. a.C.: grandi vasi da simposio a figure rosse, contenitori per cibo e cosmetici, forme ceramiche per i riti funerari. Numerosi i contenitori da profumi orientali in vetro giunti, attraverso la Magna Grecia, dalle coste orientali del Mediterraneo. Le scene figurate rimandano a un mondo legato strettamente all'oltretomba e alla vita dopo la morte. Richiami a dottrine misteriche provengono anche dai resti del banchetto funebre. L'analisi carpologica e la caratterizzazione chimica dei residui organici prelevati all'interno dei vasi, hanno permesso d'identificare alcuni cereali, che rimandano al mondo ultraterreno attraverso il mito di Demetra/Kore-Proserpina, e il vino, legato a una vita oltre la morte nell'eterna beatitudine procurata dal dio. La presenza di fave, cibo dei morti per eccellenza, rafforza l'ipotesi di un preciso rituale nel banchetto funebre. Ancora più sorprendente è la scoperta, in una coppa, di uova allo stato frammentario, connesse ai rituali orfici.

La mostra rientra negli eventi programmati dal MiBACT per Expo Milano 2015 - Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, e sottolinea il ruolo che il cibo ha sempre svolto non solo per la sopravvivenza nella vita terrena, ma anche per quella nell'aldilà.


Abruzzo  Visualizza tutto il testo

Quaderni d’Archeologia d’Abruzzo - LogoPpresentato il III volume dei “Quaderni di Archeologia d’Abruzzo. Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo"

A Chieti, nell'Auditorium "V. Cianfarani" del Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo - la Civitella, il 26 febbraio 2015 è stato presentato il numero del Notiziario relativo ai lavori del 2011, il cui indice è già disponibile on line a cura dell'editore, contenente gli atti del convegno Iuvanum tra Sangro e Aventino. Ricerca, tutela, valorizzazione di Montenerodomo.

Alla presentazione, i vari oratori hanno messo in luce come questo volume dei Quaderni di Archeologia d'Abruzzo costituisca per molti versi una svolta significativa e testimoni il raggiungimento di un importante traguardo. Se da una parte, infatti, la rivista della Soprintendenza dimostra di aver definitivamente consolidato la sua esistenza, giungendo alla terza annualità dedicata al 2011, tuttavia ciò che merita di essere segnalato è che questo numero è stato licenziato grazie al contributo di tutti i funzionari e al duro lavoro del comitato di redazione.


Umbria  Visualizza tutto il testo

Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, inaugurazione Sala dei bronzi di sala San Mariano: immaginePerugia, Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria: inaugurata la Sala con i bronzi etruschi di San Mariano

Una nuova sala espositiva, allestita con i bronzi etruschi di San Mariano: 275 reperti rinvenuti casualmente nell'aprile del 1812 nel territorio di Corciano e ora esposti integralmente per la prima volta. In seguito a recenti e più approfondite indagini d'archivio è stato inoltre possibile individuare con precisione il luogo di rinvenimento. Il complesso di materiali, in parte smembrato e conservato in vari musei europei, fu interpretato come la sepoltura di un principe etrusco, esaltando la presenza di un sontuoso carro trionfale.

Le approfondite ricognizioni dei reperti, funzionali alla nuova esposizione, non consentono in realtà di stabilire se si trattasse di un'unica sepoltura, o di una tomba di famiglia, o di più tombe, o di un nascondiglio di materiali preziosi, databili tra il 560 e il 500 a.C.

L'allestimento, che si avvale di nuove vetrine appositamente concepite e autoilluminanti consente ora una lettura ottimale del dettaglio dei singoli oggetti, offrendo ai visitatori la possibilità di apprezzare la pregevole qualità dei manufatti, punto d'eccellenza della bronzistica arcaica etrusca. Foto in grandezza naturale degli esemplari posseduti dagli altri musei accompagnano l'esposizione.


Campania Visualizza tutto il testo

Montesarchio (BN). Mostra

Montesarchio (BN), Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino: mostra “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, prorogata ulteriormente al 30 settembre 2015    

Grazie all'eccezionale successo e al sostegno del Comune di Montesarchio, la mostra rimarrà aperta almeno sino al 30 settembre 2015.

Dal 9 ottobre la Mostra è approdata su Facebook con una pagina sui cui condividere in tempo reale l’esperienza di visita e conoscere tutte le iniziative programmate dal Museo. E’ inoltre in preparazione il Catalogo, con contributi scientifici sui miti e le storie presenti sui crateri esposti e sui sistemi di allestimento e comunicazione.

La progettualità sul Castello di Montesarchio non si ferma qui: la Soprintendenza, di concerto con il Comune, anche in questo momento di riorganizzazione del Ministero è tuttora attiva per reperire risorse che consentano di realizzare un’installazione permanente che integri l’esposizione già presente. Tale attività rientra in un più ampio progetto di valorizzazione finalizzato a dotare la struttura di spazi per l’accoglienza di studiosi e visitatori, nonché di depositi e laboratori attrezzati per la ricerca e lo studio dei materiali archeologici della Valle Caudina. In particolare, sulla scia di quanto già realizzato nell’ambito dell’Accordo bilaterale Italia-Svizzera per la protezione del patrimonio culturale mobile, si intende potenziare lo studio delle necropoli e dei vasi figurati rinvenuti nell’antica Caudium.

L'approfondimento tematico dedicato alla mostra su questo sito offre schede e immagini.