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Nasce la Direzione Generale Archeologia

La riforma del MiBACT, introdotta dal D.P.R. 29 agosto 2014, n. 171, e operativa dal gennaio 2015, ha istituito, tra le altre, la Direzione Generale Archeologia, che raccoglie l’eredità della Direzione Generale per le Antichità, pur nella nuova attribuzione di competenze e nell’articolazione definita dal D.M. 27 novembre 2014.

Anche questo sito si sta adeguando: intanto, alla nuova denominazione e, man mano che saranno rese effettive, anche al previsto disegno delle attività. Le prossime settimane, quindi, vedranno un vero e proprio work in progress, d’altronde già iniziato, con il quale le pagine daranno conto dei cambiamenti in atto.

IN  EVIDENZA

Lombardia 

Ravenna, Torso fittile di guerriero

Brescia, Museo di Santa Giulia: mostra "Brixia. Roma e le genti del Po. Un incontro di culture. III-I secolo a.C.", dal 9 maggio 2015      Visualizza tutto il testo

Una vicenda che ha la forza di un’epopea. Superando lo schema tradizionale dello scontro tra Roma e popolazioni locali considerate semibarbare e da integrare nella civiltà classica, la mostra illustra la realtà di un confronto dalle molteplici sfaccettature. Perché questa è una storia che, tra pace e guerra, ha permesso di creare un nuovo modello sociale, modificando e modernizzando un grande territorio. Una trasformazione non solo culturale ma anche fisica, fatta di disboscamenti, bonifiche, messe a coltura di terre fertilissime, e infine creazione di città unite da grandi strade consolari. Un percorso lungo tre secoli, dopo i quali nulla è più stato come prima.

Sullo sfondo della pianura del Po, estesa tra gli Appennini e le Alpi e favorita in antico da una posizione privilegiata e dalla presenza del grande fiume, viene ricostruita la sorprendente fisionomia di un luogo che divenne vero laboratorio d’integrazione tra etnie e culture diverse e cassa di risonanza del confronto fra cultura romana ed ellenismo. Sono esposti quasi 500 reperti provenienti da decine di musei e istituzioni: materiali eccezionali e spesso inediti, distribuiti in 12 sezioni lungo un percorso di 1500 mq.

L’esposizione si prolunga con la visita al parco archeologico di Brescia, il più importante, esteso e conservato della Gallia Cisalpina (cioè del nord Italia). Proprio in occasione di questa mostra, la Brixia che si erge intorno al Capitolium, cuore della moderna città, svela due ulteriori gemme: la Quarta Aula del Tempio Repubblicano, con raffinati affreschi parietali appena restaurati, e il grande Teatro Romano d’età imperiale. In un percorso che va dal Capitolium, ora integralmente visitabile, al Teatro, a Santa Giulia, dove sono conservate le spettacolari Domus dell’Ortaglia insieme a sontuosi mosaici e ai grandi bronzi, tra cui la celebre Vittoria Alata, rinvenuti proprio nell’area archeologica e sacra della città. Sfuggito alle invasioni barbariche per arrivare sino a noi, è un tesoro di statuaria bronzea unico al mondo per qualità e bellezza.

La mostra è arricchita dalle più moderne tecnologie digitali: il percorso espositivo è scandito da quattro multiproiezioni immersive e da un'avveniristica guida audio-video multimediale.

 

 

Cabras (CA), gigante di Mont'e Prama, dettaglioMilano, Museo Civico Archeologico: mostre "L'Isola delle Torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna Nuragica" e "Le torri dell'isola. La Sardegna nelle immagini di Gianni Berengo Gardin", dal 7 maggio 2015      Visualizza tutto il testo

30 anni dopo la mostra Nuraghi a Milano, approda nel capoluogo lombardo, dopo Cagliari e Roma, l'esposizione che, qualificandosi come evento di estrema risonanza e attraverso un collegamento ideale e costante con l’opera e la figura di G. Lilliu (l’archeologo e intellettuale che seppe portare all’attenzione della Sardegna e del mondo la civiltà nuragica), propone nuovi percorsi conoscitivi e ritrovamenti inediti, che guidano il grande pubblico all’interno del lungo arco cronologico, quasi mille anni (Età del Bronzo e del Ferro), in cui si dipana la storia della civiltà nuragica.

I tre tematismi del metallo, dell’acqua e della pietra, in cui si riassume idealmente il paesaggio nuragico, pongono all’attenzione del visitatore gli aspetti fondamentali dell’antica civiltà dei Sardi. I reperti esposti, talvolta inediti o comunque poco noti, provengono da tutta l’isola, ma anche da rinvenimenti in Italia e all’estero (Cipro, Spagna, Portogallo), all’interno d'una fitta rete di contatti e scambi attraverso il Mediterraneo, evidentemente a quei tempi non una barriera ma un potente veicolo di comunicazione. Alcuni importanti reperti sono frutto di sequestri, perché usciti dalla Sardegna attraverso il mercato clandestino.

In contemporanea, la rassegna fotografica di Berengo Gardin si intreccia, già dal titolo, nel raccontare il paesaggio sardo.


Toscana

Statua di Diana, da CosaOrbetello (GR), Museo Nazionale e Area Archeologica di Cosa: riapertura della Casa di Diana e presentazione della statua, 16 maggio 2015     Visualizza tutto il testo

Riapre un’abitazione privata romana, affacciata sul Foro di Cosa. L'iniziativa presenta anche al pubblico la statua di Diana: mai esposta prima d'ora, proviene dal tempietto costruito in età neroniana nel giardino della domus cui ha dato il nome, costruita nel II sec. a.C. e restaurata abbondantemente in età augustea.

La statua è  ricollocata nel Museo con una ambientazione creata attraverso un trompe-l’oeil in scala reale. E' l'occasione per riscoprire i mosaici della casa, vedere la statua e il tempietto mediante una visita guidata a cura della Soprintendenza Archeologia della Toscana e dell’Accademia Americana di Roma, che ha scavato la domus. Con un ricordo particolare alla dott.ssa G. Agricoli, dell'Ufficio di Grosseto della Soprintendenza, che ha seguito e documentato gli ultimi lavori di restauro e manutenzione dell’abitazione.

 

Apollo (Kouros), I secolo a.C.-I secolo d.C., Pompei, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e StabiaFirenze, Palazzo Strozzi: mostra "Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico", dal 14 marzo 2015   Visualizza tutto il testo

Una straordinaria panoramica sulla statuaria bronzea ellenistica dal IV secolo a.C. al I sec. d.C., attraverso il contesto storico, geografico e politico. Una grande mostra realizzata in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e con la National Gallery of Art di Washington, successive sedi dell’esposizione.

Riuniti, per la prima volta a Firenze, alcuni tra i maggiori capolavori del mondo antico, provenienti dai più importanti musei archeologici italiani e internazionali. Statue monumentali di divinità, atleti ed eroi sono affiancate a ritratti di personaggi storici e a sculture di marmo e di pietra, in un percorso che conduce il visitatore alla scoperta delle storie dei ritrovamenti, ponendo i reperti in relazione ai contesti antichi. La particolarità della mostra è dunque quella di contestualizzare le opere investigando e esplorando anche il processo di produzione, di fusione e le tecniche di finitura.

 

 Ercole epitrapeziosFirenze, Museo Archeologico Nazionale: mostra "Piccoli Grandi Bronzi . Capolavori greci, etruschi e romani delle collezioni mediceo-lorenesi", dal 20 marzo Visualizza tutto il testo

La mostra Piccoli Grandi Bronzi proporrà al pubblico parte della straordinaria collezione di statuette bronzee di età ellenistica e romana (incluse alcune etrusche del periodo della romanizzazione dell'Etruria) raccolte nel corso di circa tre secoli dalle dinastie medicea e lorenese e oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Attraverso oltre 170 reperti il visitatore verrà condotto in un percorso artistico, mitologico e iconografico. L’esposizione metterà anche in luce come le dinastie Medici e Lorena raccolsero queste opere preziosissime, consentendo di ripercorrere la storia del collezionismo e del gusto dal Quattrocento al Settecento.

L’esposizione prevede tre sezioni principali (Collezionismo; Varietà tematica; i Contesti) e si articolerà secondo vari temi iconografici. Parallelamente saranno sviluppati i temi dell’uso e della funzione dei bronzetti, saranno chiariti i loro rapporti con la grande scultura, l’importanza che ebbero nella diffusione di culti religiosi, l’interpretazione che delle figurine davano i Medici e i Lorena e gli artisti che presso la loro corte li restauravano, i criteri di selezione in base ai quali i Signori di Firenze collezionarono le pregevoli statuette e le particolari valenze socio-culturali e soprattutto politiche e autorappresentative di cui caricarono alcune figure del mito.


Campania  Visualizza tutto il testo

Pontecagnano (SA), Museo Archeologico Nazionale: veduta dell'allestimentoPontecagnano Faiano (SA), riaperto il Museo Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di frontiera” con la II Edizione di “Contemporaneamente Museo”, dal 23 aprile 2015      

Riapre il Museo, finora chiuso al pubblico per lavori di manutenzione. La Soprintendenza Archeologia della Campania e quella alle Belle Arti e Paesaggio di Salerno ripropongono la formula di sinergia istituzionale che tanto successo ha riscosso nelle precedenti iniziative, dando il via alla II edizione di “Contemporaneamente Museo.” Anche la Facoltà di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno è stata coinvolta. Questa volta l’iniziativa presenterà le opere del ceramista Alessandro Mautone.

Il nucleo centrale della mostra è la rappresentazione della nave dell’eroe Giasone, approdato alle foci del Sele a capo della spedizione degli Argonauti. La nave costituisce la sintesi di un mondo poetico in cui prevalgono forme emerse dalla memoria: rimandano ai traffici che si svolsero sul Mediterraneo, in antico centro simbolico e via di passaggio di tradizioni e linguaggi che lo rendono quasi un asse immaginario intorno al quale ruotano passato e futuro.


Veneto  Visualizza tutto il testo

Altino (VE), nuovo Museo Archeologico NazionaleQuarto d'Altino (VE), nuovo Museo Archeologico Nazionale di Altino: inaugurata la sezione preromana

L’inedito percorso espositivo della sezione preromana del Museo di Altino si snoda al piano terra della nuova sede espositiva, presso l’edificio dell’ex-Risiera, recentemente restaurato.

Numerosi reperti, esposti al pubblico per la prima volta, illustrano gli aspetti più interessanti della vita quotidiana, delle attività produttive, della religione e della ritualità funeraria di Altino preromana, importante città dei Veneti antichi, vivace emporio, tra terraferma e laguna, aperto ai traffici e alle rotte adriatiche.

Visite guidate concluderanno la giornata.