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Roma, area archeologica della Via Latina - vedutaIl parco archeologico della Via Latina raddoppia. 500 metri di percorsi con pannelli didattici e nuova illuminazione per i sepolcri ipogei

I visitatori potranno ripercorrere un lungo tratto della via Latina, che per oltre cento metri conserva l’aspetto che aveva nell’età romana, con la pavimentazione integrale in basolati ancora delimitate ai fianchi dalle cosiddette crepidini. “La strada corre fra spettacolari monumenti funebri, come la Tomba dei Pancrazi, con i raffinati e coloratissimi affreschi ipogei, perfettamente conservati e ben restaurati, o la Tomba dei Valeri, con la volta sotterranea interamente decorata da 35 medaglioni in stucco bianco. In questi ambienti abbiamo introdotto nuovi corpi illuminanti che consentono una lettura nitida di pitture e stucchi senza incrementare la temperatura. In questo modo si tiene sotto controllo la proliferazione dei micro-organismi che potrebbero danneggiare le superfici decorate”

Negli ultimi 3 anni la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ha riorganizzato il Parco con i propri fondi ordinari. “Una straordinaria visita, lungo i 500 metri di passeggiata sul III miglio della via Latina si percepisce il respiro di un tragitto praticato per secoli." ...  Visualizza tutto il testo (SSBAR)

IN  EVIDENZA

Lazio 

Mostra L'isola delle torri - disegno nuraghe da invitoRoma, Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini": mostra "L’isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica", dal 28 novembre 2014    Visualizza tutto il testo

Attraversa il Tirreno l’importante mostra già tenutasi a Cagliari fino a settembre 2014 e, come previsto, approda al Museo Pigorini fino al 21 marzo 2015, con l’aggiunta dei materiali sardi della propria collezione, fra cui significativi reperti del periodo nuragico. L'edizione romana vede anche un'istallazione multimediale per scoprire il complesso statuario protostorico di Mont'e Prama, i cui scavi tutt'ora in corso restituiscono ancora materiali di eccezionale importanza. La mostra sarà accompagnata da eventi, fra cui una giornata, il 13 marzo 2015, dedicata al centenario della nascita di colui che ha portato all’attenzione della Sardegna e del mondo la civiltà nuragica: Giovanni Lilliu.

L’esposizione si svolge attraverso tre fili conduttori - il metallo, l’acqua e la pietra - proponendo al pubblico oltre 1000 reperti inediti o poco conosciuti, utili a comprendere gli aspetti fondamentali della civiltà nuragica: l’architettura, il mondo del sacro e quello funerario, le tecnologie costruttive (in particolare quelle idrauliche), la società, l’economia, il territorio, la metallotecnica, l’arte. Emerge l’immagine d’una Sardegna nuragica dinamica, aperta all’esterno, dal quale recepisce e rielabora, in un linguaggio originale, prestiti culturali e tecnologici innestandoli nel solco di una tradizione solida e ricca. I manufatti ritrovati in Sardegna e quelli di fattura nuragica arrivati nelle ricche tombe di esponenti delle aristocrazie italiche sono gli indicatori di scambi commerciali e culturali che percorrono il Mediterraneo su antiche rotte mai abbandonate.

 

 

Palestrina (RM), Museo Archeologico Nazionale: inaugurazione della Sala dei Fasti Praenestini, immaginePalestrina (RM), Museo Archeologico Nazionale: "Fasti Praenestini. Misurare il tempo nel mondo romano", inaugurata la nuova sala del Museo    Visualizza tutto il testo

Il Museo di Palestrina ha arricchito il propriopercorso di visita con una nuova sala dove è esposta la copia dei Fasti Praenestini, il calendario elaborato tra il 6 e il 10 d.C. da Verrio Flacco, l'erudito e grammatico educatore dei nipoti di Augusto.

Prezioso documento della riforma del calendario voluta da Giulio Cesare nel 45 a.C. con la quale fu introdotto il sistema dell’anno bisestile ogni quattro anni, era inciso su lastre di marmo e in origine esposto nel foro di Praeneste. Se ne conservano i frammenti di quattro mesi, rinvenuti a partire dalla fine del XVIII sec. e oggi esposti al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo.

E' stata ora realizzata una copia della grande iscrizione con una scansione laser 3D, al fine di offrire al pubblico del museo la documentazione fedele di un importantissimo monumento che fa parte integrante della storia e della topografia della città antica. La sala espone anche due meridiane di recente ritrovamento nella zona, che completano l’illustrazione dei sistemi di misurazione del tempo in epoca romana.


Toscana Visualizza tutto il testo

Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, mostra Firenze, Museo Archeologico Nazionale: mostra "Falisci - Il popolo delle colline", dall'8 novembre 2014   

Erano sostanzialmente sconosciuti al pubblico i materiali relativi ai Falisci conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, coinvolti pesantemente nell’alluvione del 1966 e anche allora solo parzialmente editi.

L’ethnos falisco ha da sempre suscitato un particolare interesse negli studiosi, sin dalla fine del XIX sec., con un'attenzione apparentemente sproporzionata rispetto alla sua reale consistenza in termini territoriali e storici. Ma è emerso come la sua posizione “di confine” tra Etruschi, Latini e Sabini sia servita da catalizzatore culturale, da melting pot centro-italico, tanto nella storia antica quanto nell'archeologia moderna.

I tempi erano maturi per avviare un progetto di risistemazione e di riedizione complessiva dei più di 800 reperti, ricostituendone i contesti, tramite un effettivo riscontro dei dati di acquisizione, tale da liberarli dal legittimo sospetto di integrità e originalità che accomuna tutte queste acquisizioni per via antiquaria. La mostra sottolinea l’elevato interesse antiquario oltre che archeologico della documentazione dell’Archivio Storico della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, e vede la collaborazione delle Università di Siena e di Firenze e il supporto finanziario privato del Trust Sostratos.


Campania  Visualizza tutto il testo

Montesarchio (BN). Mostra Montesarchio (BN), Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino: mostra “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, prorogata al 31 gennaio 2015

Grazie all'eccezionale successo la mostra rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2015.

E' l’opportunità di potenziare le attività di comunicazione e promozione con diversi interventi già programmati. Dal 9 ottobre, infatti, la Mostra è approdata su Facebook con una pagina sui cui condividere in tempo reale l’esperienza di visita e conoscere tutte le iniziative programmate dal Museo.

E’ inoltre in preparazione il Catalogo, con contributi scientifici sui miti e le storie presenti sui crateri esposti e sui sistemi di allestimento e comunicazione.

La progettualità sul Castello di Montesarchio non si ferma qui: la Soprintendenza, di concerto con il Comune, si sta attivando per reperire risorse che consentano nei prossimi mesi di realizzare un’installazione permanente che integri l’esposizione già presente. Tale attività rientra in un più ampio progetto di valorizzazione finalizzato a dotare la struttura di spazi per l’accoglienza di studiosi e visitatori, nonché di depositi e laboratori attrezzati per la ricerca e lo studio dei materiali archeologici della Valle Caudina. In particolare, sulla scia di quanto già realizzato nell’ambito dell’Accordo bilaterale Italia-Svizzera per la protezione del patrimonio culturale mobile, si intende potenziare lo studio delle necropoli e dei vasi figurati rinvenuti nell’antica Caudium.

L'approfondimento tematico dedicato alla mostra su questo sito offre schede e immagini.


Veneto   Visualizza tutto il testo

SBA Veneto - logoGli eventi della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto nella newsletter di novembre 2014

Anche a novembre gli appuntamenti curati dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto sono numerosi e interessanti.

Ne dà conto la puntuale newsletter ad essi dedicata, uno strumento di grande utilità per organizzare la fruizione del patrimonio archeologico nella regione.


Istituti stranieri a Roma  Visualizza tutto il testo

Roma, workshop “Il laterizio nei cantieri imperiali. Roma ed il Mediterraneo”, 27-28 novembre 2014, immagineRoma, École française de Rome e Museo di Roma in Trastevere: workshop "Il laterizio nei cantieri imperiali. Roma ed il Mediterraneo", 27-28 novembre 2014   

Il workshop nasce nell’ambito di un progetto dell’Excellence Cluster TOPOI intitolato “XXL – Monumentalized knowledge. Extra-large projects in ancient civilizations”, progetto che prevede tra l’altro una riflessione specifica sui cantieri della Roma imperiale ed in particolare sul Palatino.

L’intenzione è quella di promuovere il dibattito, su scala mediterranea, intorno al materiale da costruzione emblematico dell’architettura romana, per capire in particolare come l’uso del laterizio abbia segnato la storia dell’architettura antica. A questo scopo si riuniscono in queste due giornate gli specialisti della costruzione romana in laterizio, organizzando la discussione in tavole rotonde dedicate a tematiche specifiche.